La Law Firm ha iniziato la propria attività agli esordi del 1993, a seguito dell' esternalizzazione del law department di Johnson & Johnson SpA in favore della nascente boutique legale, assumendo nel 2003 l'attuale denominazione Gallotti - Cusmai & Partners.

I professionisti dello studio, di diversa formazione e provenienza professionale, offrono una global legal assistance sia alle imprese che ai singoli privati, sull’ intero territorio nazionale come pure all’ estero. Il managing partner avv. Davide Gallotti già docente universitario a contratto dell’ Universita’ degli Studi di Perugia, dell’ Università Telematica San Raffaele di Roma e dell’ Università P. Andrei di IAsi e’ avvocato presso le Magistrature Superiori ed autore di varie monografie in uno a numerose pubblicazioni su riviste giuridiche di settore. L’ avv. Emanuela Cusmai, senior partner della Law Firm, cassazionista e’ coautrice di una delle prime monografie giuridiche sul mobbing (Roma, 2000) oltre ad avere scritto vari articoli su riviste specializzate.

Lo studio si avvale inoltre della collaborazione di numerosi colleghi e fra questi l’ avv. Flaminia Agostinelli, Marco Antonucci, l’ avv. Alice Ollanu e molti altri, tutti giovani e determinati alla professione forense e con positivo coinvolgimento nella Law Firm. I summenzionati professionisti, come pure gli altri colleghi di studio, sono iscritti presso i Consigli degli ordini degli Avvocati nell’ambito della Corte d’Appello di Roma.

"Che vuol dire «grande avvocato»? Vuol dire avvocato utile ai giudici per aiutarli a decidere secondo giustizia, utile al cliente per aiutarlo a far valere le proprie ragioni. Utile è quell'avvocato che parla lo stretto necessario, che scrive chiaro e conciso, che non ingombra l'udienza con la sua invadente personalità, che non annoia i giudici con la sua prolissità e non li mette in sospetto con la sua sottigliezza: proprio il contrario, dunque, di quello che certo pubblico intende per «grande avvocato»."
(Pietro Calamandrei, “Elogio dei giudici scritto da un avvocato”, 1954)
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