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(DLPI) LAVORO STRAORDINARIO: DIRITTO AL COMPENSO ANCHE PER PRESTAZIONI AUTORIZZATE EX POST, SEMPRE CHE SIANO STATE ESPLETATE PER IMPROCRASTINABILI ESIGENZE DI SERVIZIO (Cons. di Stato 25.06.2015, n. 3194)

Con la sentenza n. 3194 pronunciata in data 25.06.2015 il Consiglio di Stato, effettuando una ricognizione dei principi normativi che regolano l'istituto del lavoro straordinario, ha ritenuto fondata la pretesa di un medico di vedersi riconosciuto il pagamento delle prestazioni di lavoro straordinario rese in favore di una Asl.
La sentenza in esame specifica che i contratti collettivi, nella parte in cui prendono in considerazione le prestazioni di lavoro straordinario per i servizi di guardia medica, ribadiscono il carattere meramente eventuale ed eccezionale del ricorso a detto istituto.
Ogni pretesa retributiva al predetto titolo resta, quindi, condizionata a un preventivo e motivato atto deliberativo dell'Azienda Sanitaria, che identifichi condizioni e presupposti per il ricorso al lavoro straordinario, sulla base del quale vanno rilasciate le singole autorizzazioni, che costituiscono l'atto tipico e nominato per accedere al compenso aggiuntivo (Cons. di Stato, Sez. VI, 3 novembre 2010, n. 7756).
Nel settore sanitario, infatti, ai sensi degli artt. 17, D.P.R. 20 maggio 1987, n. 270 e 80, D.P.R. 28 novembre 1990, n. 384, il lavoro straordinario non può essere utilizzato come fattore ordinario di programmazione, dovendo rispondere ad effettive esigenze di servizio ed essere preventivamente autorizzato (Cons. di Stato, Sez. III, 25 settembre 2013, n. 4745), con la conseguenza che l'Azienda Sanitaria non è tenuta a corrispondere la retribuzione per lavoro straordinario laddove difetti la preventiva autorizzazione amministrativa (Cons. di Stato, Sez. III, 3 aprile 2013, n. 1864).
Se è vero, tuttavia, che il diritto del pubblico dipendente al compenso per il lavoro straordinario esige che le ore di servizio effettivamente prestate oltre il normale orario d'ufficio siano state formalmente autorizzate dal superiore competente, è anche vero che l'autorizzazione può intervenire anche ex post, in sanatoria, in caso di prestazioni di lavoro straordinario espletate per improcrastinabili esigenze di servizio, e che la stessa può intendersi implicitamente contenuta in atti amministrativi ricognitivi di prestazioni obbligatorie ed indefettibili, che il dipendente e l'Amministrazione sono comunque tenuti ad assicurare, in considerazione del carattere indispensabile del servizio sanitario.


NP
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