2020 27-05

(DC) RINUNCIA TACITA AL COMPENSO DI AMMINISTRATORE NELLA SOCIETA’ DI CAPITALI (Cass n. 2357 del 13.02.2020)

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Il diritto dell’amministratore al compenso secondo quanto ritenuto dalla S.C. può essere oggetto di rinuncia “trattandosi di un diritto disponibile, in quanto tale soggetto allo schema generale della remissione del debito di cui agli artt. 1236 s.s. c.c (orientamento, questo, risalente, già espresso con la sentenza n. 243 del 16 gennaio 1976 cui la Corte ha sempre dato continuità)”. Tuttavia per poter affermare l’insussistenza del diritto dell’amministratore di una società di capitali al compenso non è sufficiente invocare il decorso di ampio lasso di tempo senza che sia stata mai formalizzata alcuna richiesta e dunque rinviare semplicemente ad un comportamento che possa far presumere una tale rinuncia. La volontà abdicativa del diritto deve desumersi da un comportamento concludente, ma inequivocabile e non da un semplice comportamento omissivo o di silenzio e dunque di tolleranza. La S.C. ha, a riguardo, ribadito il principio già espresso per il quale “affinché la rinuncia al compenso possa essere ritenuta valida ed efficace (anche ai sensi dell’art 1236 c.c.), la medesima non deve essere necessariamente espressa, ma non può nemmeno essere oggetto di presunzioni; qualora la rinuncia avvenga in forma tacita deve quindi desumersi da un comportamento concludente del titolare che riveli in modo univoco la sua effettiva e definitiva volontà abdicativa del diritto di credito, non essendo sufficiente un comportamento solo omissivo o silente che, all’opposto, risulta equivoco e del tutto ambiguo (così come l’inerzia del debitore nel recupero del proprio credito, o l’accettazione parziale del medesimo potrebbe esprimere un atto di mera tolleranza, piuttosto che una disattenzione o una vera e propria rinuncia)”.Rimane ferma invece l’insussistenza del diritto, laddove, invece vi sia espressa previsione statutaria che subordina la previsione alla ricorrenza di determinati presupposti o lo escluda in toto per gratuità dell’incarico.